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Chi scrive non può, pur sforzandosi, continuare a sembrare indifferente di fronte a tutta la rivoluzione che si sta agitando intorno e dentro la scuola a seguito della riforma Gelmini.
Chi scrive ha anche svolto il suo dovere firmando contro il decreto un bel pomeriggio della scorsa settimana in occasione di una delle tante manifestazioni contro la riforma.
Ciò che sconvolge è che di fronte a una protesta così globale in merito al decreto Gelmini, protesta che potenzialmente potrebbe addirittura sfociare in qualcosa di peggio,il presidente del Consiglio non fa altro che affermare che "l'occupazione è una forma di violenza", e che se è il caso provvederà a farla cessare attraverso le forze dell'ordine.
AVETE COMPRESO IL MESSAGGIO ? LA TRADUZIONE E' : "Il decreto è questo, la riforma ve la beccate, inoltre non potete nemmeno manifestare o occupare le scuole perchè se continuate vi sguinzaglio la polizia e vi faccio passare la voglia di protestare".
E ORA,ALLA LUCE DI QUESTO,RILEGGIAMO INSIEME ALCUNI ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA:
- ARTICOLO 1 L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
- ARTICOLO 2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
- ARTICOLO 3 (comma II) È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
- ARTICOLO 4 (comma I) La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
postato da
Pennypinup82
alle ore 13:45 |
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commenti (20)
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le truppe della strage di Civitella
Finalmente, dopo più di 60 anni, la Corte di Cassazione tedesca ha stabilito che la Germania dovrà risarcire nove familiari delle persone morte nella strage di Civitella, Cornia e San Pancrazio in provincia di Arezzo. Il 29 giugno del 1944 infatti, furono brutalmente uccise più di 200 persone fra uomini,donne e bambini. Molte donne furono anche violentate prima di essere ammazzate. Per fortuna la Germania è stata condannata in solido assieme all'ex sergente Milde. Costui fu già condannato nel 2007 all'ergastolo per la medesima strage.
Questa decisione della Cassazione tedesca è davvero uno spiraglio di luce verso una sempre maggiore presa di posizione di condanna assoluta verso gli orribili fatti di sangue che si svolsero durante la seconda guerra, e soprattutto è incoraggiante notare come si riconosca finalmente il diritto al risarcimento alle famiglie delle vittime.
Quello che invece alimenta in me rabbia è il ricorso che aveva portato avanti la Germania pur di non risarcire i danni poichè a suo avviso era già stato risolto tutto con il trattato del 1947 e gli accordi di Bonn del 1961. Come se trattati e accordi potessero quietare le sofferenze di famiglie che si sono viste privare brutalmente dei propri cari. Non che il risarcimento economico possa lenire delle perdite così grandi, ma è simbolicamente il modo migliore per riconoscere un grave errore, e l'inizio di una nuova presa di coscienza.
Fortunatamente la Corte d'appello di Milano ha congelato la richiesta di sospensione dell'esecutività della sentenza della stessa Corte che a luglio autorizzava il padre, Beppino Englaro, a interrompere l'attività delle macchine che alimentano Eluana. Questo significa che almeno fino al momento in cui, a novembre, avverrà l'ultimo grado di giudizio in Cassazione, c'è ancora speranza che la legge appoggi la richiesta del padre.
Non faccio che pensare che tutte quelle persone, politici, uomini di chiesa, opinionisti e non, che pubblicamente definiscono aberrante la decisione di "far morire" Eluana, lo fanno non solo perchè hanno la fortuna di avere figli,amici e parenti che non sono in tali drammatiche condizioni, ma soprattutto perchè si limitano a tenere a mente le immagini della ragazza che tutti i giornali sbandierano da mesi : un'Eluana felice,giovane, fresca,sorridente,in salute e piena di vita.
Ma se potessero vedere anche solo in una fotografia come tutti questi anni di coma irreversibile hanno straziato e desertificato il corpo e gli occhi della ragazza, allora forse capirebbero che quella attaccata alla macchina è meno viva di quanto non lo sia la macchina stessa che la alimenta.
Dico che è molto facile giudicare e decidere quando non ci si trova nelle medesime condizioni. E mi auguro che almeno per Eluana la legge possa riconoscere una morte dignitosa, cosa che purtroppo non è avvenuta per Welby, al quale furono negati anche i funerali religiosi.